Visualizzazione post con etichetta OS wars. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta OS wars. Mostra tutti i post

mercoledì 31 agosto 2011

Agosto rovente


Non tutti vanno in ferie in agosto, anzi quest'anno è stato un mese di eventi che lasceranno il segno.

Ufficialmente per avere brevetti per poter difendere meglio Android, ma ora Google è entrata in possesso di un costruttore di smartphone. È in diretta concorrenza con gli altri costruttori che usano Android. Come evolverà la situazione? Samsung potrebbe sentirsi a disagio con Microsoft che punta su Nokia e questa nuova acquisizione, ma sta giocando bene le sue carte: oltre ai 2 sistemi operativi di queste multinazionali sta sviluppando anche il suo Bada. Vedremo cosa faranno gli altri costruttori. Magari qualcuno potrebbe acquistare webOS da HP, per difendersi nella guerra dei brevetti, ma anche per avere un solido sistema operativo per smartphone e tablet (qualcuno dice che Samsung stessa sia interessata)

Nel breve periodo non credo che questo impatterà molto su Apple. Del resto era inevitabile che accadesse prima o poi, ma ora come presidente può comunque indirizzare la sua ditta ancora per un po'. 

Probabilmente la nomina di un CEO che viene dal mondo software era stato fatto per questo. Nonostante HP sia il primo produttore al mondo per numero di PC, i margini sono sempre minori e il fatturato lo fanno altri. I primi a farne le spese sono smartphone e tablet con webOS che sono già stati dismessi (forse o forse stanno cercando di alzare il prezzo...), ma HP vorrebbe vendere la propria divisione PC come fece IBM anni fa. Il problema è che non trova un compratore.

Evento passato quasi in sordina, in effetti più di forma che di sostanza.
Tuttavia è un momento per fare il punto della situazione: Linux non ha sfondato sui desktop, ma sta conquistando ogni altro settore: smartphone e tablet (principalmente con Android), server, mainframe, supercomputer, set-top box, e ogni altro scatolotto.

mercoledì 23 febbraio 2011

Chi primo arriva

Chi primo arriva meglio alloggia. Questa massima è purtroppo vera anche per i sistemi operativi.

Chi riesce per primo a piazzare numerosi dspositivi col proprio sistema operativo (iOS ed Android oggi, Windows ieri) non solo dispone di un grande bacino di utenza nel presente, ma lega questi utenti a se anche per qualche anno a venire.

Per prima cosa, gli utenti che acquistano applicazioni investono su un sistema operativo e quindi ci penseranno due volte prima di passare ad un altro. In secondo luogo, l’interfaccia di ogni sistema è diversa da quella degli altri e l’utente abituato ad una di queste si troverà “scomodo” con l’interfaccia di un altro sistema operativo. Per non parlare dell'antipatica pratica di creare periferiche dedicate solo ad alcuni sistemi.

Questi fattori creano delle barriere che rendono difficile il passaggio dell’utenza da una famiglia di prodotti ad un’altra e creano quindi anche un ostacolo a chi arriva tardi sul mercato con sistemi nuovi o semplicementi diversi.

venerdì 11 febbraio 2011

Computer: qualcosa di personale

I computer sono qualcosa di "personale": non solo ci si mette dentro tutti i propri ricordi (foto e video ad esempio), la propria posta, il proprio lavoro, ma spesso si hanno lunghe discussioni a proposito dei sistemi operativi usati.

Eppure, guardate i siti dei produttori: asettici; pensati per il professionista, l'azienda o al massimo all'hard gamer (giocatore incallito). Tutti, tranne uno: Apple ti propone i suoi prodotti per le Feste e per S. Valentino, ha uno Store per la vendita diretta e ne cambia la veste per ogni occasione, si è fatta vicina al lato personale dell'informatica.

Del resto tutti i produttori, ormai, usano gli stessi componenti di Intel, AMD o NVIDIA. Come distinguersi se anche il sistema operativo è lo stesso? Non per niente i margini di Apple sono veramente notevoli, mentre quelli degli altri produttori sono risicati.

Il mondo degli smartphone è ancora più personale ed avere un sistema operativo proprio aiuta i produttori a distinguersi ed aumenta la concorrenza. Perciò, bentornato WebOS (e rammarico per MeeGo; Nokia ripensaci...).

sabato 23 ottobre 2010

10/10

Nel mondo dei sistemi operativi, è un mese ricco di novità questo ottobre, complice anche il marketing che gioca sull'accoppiata10/10.

10/10/10 Ubuntu 10.10
Anziché uscire a fine mese, come le precedenti versioni, non si lascia sfuggire una data simbolica.

11/10/10 Windows Phone 7
Presentazione di 10 dispositivi. Hanno trovato le date simboliche già impegnate, come il mercato in cui vogliono rientrare.

19/10/10 WebOS 2 e Pre 2
Un rilancio in sordina per uno dei migliori sistemi operativi per smartphone. HP doveva chiarire la sua volontà di portarlo avanti anche tra gli smartphone, ma poteva metterci più enfasi.

20.10.2010 presentazione di Lion
Apple non si lascia sfuggire questa data per nuovi annunci e far parlare di se: presenta Lion (Mac OS X 10.8), previsto per l'estate prossima, ed i nuovi MacBook Air.

21/10/10 Windows Phone 7
Lancio in Europa ed Asia, negli Stati Uniti 8/11/10.

mercoledì 13 ottobre 2010

La TV: il prossimo campo di battaglia

Dopo gli scontri tecnologici sui PC, sui sistemi operativi, sui browser, sugli smartphone, il prossimo terreno di gioco sarà la TV.

La posta in palio è la conquista definitiva del vostro salotto.

Microsoft voleva un PC in ogni casa, ma in quale stanza? Solitamente il PC è in uno studio o in un angolino. L'iPad è spesso associato alla cucina. Ma il centro della casa, il salotto, per ora è terreno incontrastato di videoregistratori, lettori DVD, TV e console. L'obiettivo dei nuovi dispositivi è unire tutte queste funzioni ed aggiungerne altre, come la fruizione di internet, applicazioni varie, vendita e noleggio di contenuti multimediali.

I primi a scendere in campo furono quelli di Microsoft con Windows Media Center per creare dei dispositivi home-entertainment, seguiti da molti progetti open-source (tra cui ricordo MythTV). Ma questi progetti sono un po' datati. Oggi ci sono Apple TV e, da poco, Google TV e molti altri.

In Italia siamo ancora ancorati alla vecchia TV, ma il percorso è tracciato.

giovedì 7 ottobre 2010

Distinguersi fra Unix

Il giorno dopo aver scritto il post "*nix nel mobile", mi sono imbattuto in un articolo di Jean-Louis Gassée il quale, fra l'altro, fa notare come i principali sviluppatori di sistemi operativi (Apple, Nokia, RIM, Palm, ecc.) abbiano trovato difficoltà nello sviluppare i loro sistemi e siano passati o stiano passando a sistemi Unix-like.

Mentre nel mio post mi limitavo al mondo degli smartphone, Jean-Louis Gassée fa presente come ormai tutti stiano usando sistemi Unix-like, con una sola eccezione: Windows.

Un'eccezione non trascurabile, visto il suo stato di quasi monopolio fra i computer tradizionalmente intesi (e proprio a questo monopolio Jean-Louis Gassée ascrive la sua sopravvivenza ai vari errori emersi nel tempo). Tuttavia la maggior parte dei dispositivi elettronici (smartphone, navigatori satellitari, router, alcune televisioni, alcuni Set-top box, ecc.), non usano un sistema della Microsoft, ma uno derivato da Unix.

Preso atto di questa situazione, i produttori non possono più distinguersi vantando le loro fondamenta Unix, ma devono lavorare su altri aspetti:
  • l'interfaccia utente, UI, o meglio l'esperienza dell'utente, UX;
  • le piattaforme di sviluppo.
Queste sono caratteristiche su cui puntano non solo i reparti marketing, ma anche quelli tecnici e che portano ad un nuovo tipo di diversità tra i sistemi operativi. Questa diversità non è più accentuata come in passato, viste le basi ed alcune piattaforme in comune, tuttavia non riduce l'importanza della scelta di un sistema al posto di un altro.

martedì 24 agosto 2010

Soldato Java contro l'Androide

In questo Agosto 2010 abbiamo assistito, tra l'altro, alla denuncia da parte di Oracle contro l'uso che Google fa di Java in Android.

Non so chi abbia ragione e chi torto, la questione è molto tecnica, ma ci sono un paio di cose da notare sicuramente.

Primo, come sottolineano in molti, Oracle non è Sun (ricordo che Oracle ha acquisito Sun all'inizio dell'anno). Mentre quest'ultima era molto ben disposta verso il software open source, Oracle intende sfruttarlo solo quando le fa comodo. Gli sviluppatori indipendenti di progetti un tempo guidati da Sun come OpenSolaris, MySQL ed OpenOffice sono ancora in attesa di sapere come vuole muoversi Oracle. Il suo atteggiamento non le fa certo una grossa pubblicità.

Secondo, si sta scatenando una guerra di piattaforme. Molti cercano di superare le differenze e le barriere tra sistemi operativi, ma ora lo scontro si sta spostando anche sulle piattaforme multisistema. Java è sicuramente la più famosa, ma non è l'unica. .Net di Microsoft è molto legata a Windows e Microsoft la porterà sulla sua nuova piattaforma mobile (Windows Phone 7), ma ne esiste anche una versione per Linux, Mac OS X e altri sistemi operativi chiamata Mono. Un'altra piattaforma diffusa tra vari sistemi operativi è quella basata sul framework Qt, ora di Nokia. Infine, molti linguaggi di scripting come PHP, Perl, Python, Ruby, ecc. si stanno diffondendo ed anche se il loro ambito d'uso è principalmente diverso dalle piattaforme menzionate in precedenza, esistono delle aree di lavoro in cui gli ambienti si sovrappongono.

Chi deve scegliere ora una piattaforma di sviluppo potrebbe essere spaventato da questa azione legale e non scegliere Java. Sun aveva donato gran parte delle tecnologie su cui si basa Java alla comunità open source, rendendolo sempre più diffuso, ma poco profittevole per l'azienda. Alcuni suggeriscono che ad Oracle non interessi tanto la diffusione del linguaggio quanto poter avere una fetta del successo di Android ed usarlo per mantenere Java sulle piattaforme mobili (pare che su questi dispositivi si appoggi su proprietà intellettuali ancora sotto il controllo dell'azienda e quindi redditizie).

lunedì 26 luglio 2010

Quale maggioranza?

Un mio collega mi ha detto che aveva provato Ubuntu, ma che per mancanza di un driver era tornato ad usare "il sistema operativo che usa la stragrande maggioranza".

Allora pensai che avesse comprato un PC nuovo con Seven: niente di tutto questo aveva (re-)installato XP. E ha ragione lui. La cosa strana (almeno per me) è che a tutt'oggi il sistema operativo più diffuso è un sistema uscito nel 2001, di cui la casa madre da supporto gratuito solo per problemi di sicurezza. Un sistema operativo che non sfrutta l'hardware più recente né avrà evoluzioni.

È ormai un luogo comune che in informatica un anno ne valga 10, ma allora come è possibile che si usi un sistema operativo che ha quasi 9 anni? Vista non è stato un successo e 7, nonostante i proclami di Microsoft, non ha ancora soppiantato i 2 predecessori (come si vede dal seguente grafico tratto da Wikipedia).


Sicuramente agli utenti piace usare un sistema conosciuto. Immagino che vada bene sui netbook, ma sui PC di ultima generazione non lo vedo proprio. Vi immaginate un computer con 16GB di RAM con XP che ne vede 3? Per non parlare dei quadriprocessori (fisici e/o virtuali).

Probabilmente i PC odierni fanno troppo per l'utente medio. E allora via di netbook, tablet ed iPad. Il prossimo passo? La conquista della TV.

lunedì 12 luglio 2010

Esultate gente

Microsoft esulta perché Windows a 64 bit si sta diffondendo: il 46% di Windows 7 è a 64 bit!
Esultate gente!

I processori a 64 bit per desktop sono stati introdotti 7 (SETTE) anni fa da AMD (Athlon 64), le nuove versioni di Mac OS X sono solo a 64 bit, Linux a 64 bit è largamente usato da anni.
Riflettete gente!

sabato 22 maggio 2010

Costi quel che costi

Come già detto, un Sistema Operativo per avere molti utenti deve avere una buona piattaforma e molti sviluppatori. Del resto, senza applicazioni nemmeno regalando un (peraltro buon) sistema operativo si riesce a diffonderlo, vedi OS/2 Warp.

Il prezzo non è decisivo, a meno che non sia completamente assurdo.

Ad es. gli 8/15$ che Microsoft farà pagare per ogni copia di Windows Phone 7 sembra non spaventare nessuno, nonostante Android sia gratuito ed abbia già una solida base di utenti e sviluppatori. Inoltre quest'ultimo impone ben poche restrizioni ai produttori, a differenza di quelle imposte da Microsoft.

Un vantaggio tecnologico giustificherebbe la differenza di costo. Ma questo non sembra esserci. Allora cosa può giustificarne il costo? C'è un altro ingrediente fondamentale per la diffusione di un sistema operativo (che non ho menzionato finora, mea culpa): il marketing.

mercoledì 19 maggio 2010

Ubuntu e lo spirito del Mac

Le ultime versioni di Ubuntu hanno indiscutibilmente posto molta attenzione alla stabilità, alla facilità d'uso, allo stile ed agli sviluppi prossimi venturi. Alcuni (qui, qui e qui) dicono che questi principi erano alla base dello spirito del Mac (sia classico che Max OS X), e perciò sostengono che Ubuntu abbia raccolto l'eredità di questo sistema operativo, mentre Apple si sta concentrando troppo sull'iPhone OS.

Qualche somiglianza c'è: Ubuntu si propone di creare un Linux semplice ("Linux for Human beings"), Mac Os X vuole unire UNIX e semplicità ("Power of UNIX. Simplicity of the Mac.").

Premetto che non sono e non sono mai stato un utente Mac (magari in futuro?), per cui non conosco a fondo quei sistemi operativi. Tuttavia credo che stabilità e facilità d'uso siano sempre stati alla base dello sviluppo dei Mac. Ricordo infatti che la prima versione del Mac è stato il primo computer ad avere successo commerciale con interfaccia grafica e mouse (ma il terzo ad arrivare sul mercato; i primi 2, Xerox Star il primo ed Apple Lisa poi avevano un prezzo troppo elevato per raggiungere una grande diffusione). Lo stile, secondo me è diventato molto importante con l'avvento di Mac OS X.

Le prime versioni dei Mac erano innovative, ma ad un certo punto persero molto terreno (diciamo dalla 7 in poi). Finché Apple non acquisì NeXTStep da cui derivò Mac OS X. Ubuntu invece continua costantemente a guardare avanti.

Come disse Mark Shuttleworth, il fondatore di Ubuntu, al OSCON 2008, la nota distribuzione Linux guarda al Mac, ma non per emularlo, bensì con l'intento di fornire una miglior user experience. L'aver spostato i tasti dei controlli della finestra da destra a sinistra non è una semplice copia del Mac OS X, ma ha un fine che sarà chiaro con la prossima versione: indicatori di stato per ogni finestra. Purtroppo questa ed altre innovazioni dell'interfaccia (come quelle che riguardano la tray bar e i desktop panels) sono molto interessanti, ma fatte in contrasto con la comunità che sviluppa GNOME e senza essere state né spiegate né condivise con la comunità di sviluppatori di Ubuntu. Tuttavia lo sviluppo del sistema Linux di Canonical non è certo chiuso e diretto dall'alto come Mac OS X.


Oggigiorno sembra che Apple sia molto più concentrata su iPhone OS che sul Mac, ma in realtà non mi pare siano mancate le novità nell'ultima versione di Mac Os X (Snow Leopard), ad iniziare dal Grand Central Dispatch al passaggio quasi terminato ai 64 bit (quando sarà terminato il passaggio per Windows?). Semplicemente non ha una scadenza annuale come iPhone OS.

Del resto le versioni a cadenza fissa (come Ubuntu, semestrale) hanno pro e contro. Non sempre le novità sono pronte in tempo e talvolta vengono incluse in modo parziale o rimandate. Tuttavia questo sistema da certezze all'utente sul costante sviluppo ed ogni nuova versione è un avanzamento graduale, non una rivoluzione. Inoltre, aggiornamenti non molto distanti permettono di sfruttare al meglio l'hardware che continua ad innovarsi. Credete che negli oltre 5 (CINQUE!!) anni tra Windows XP e Windows Vista i processori siano rimasti sempre quelli? e le periferiche?

Insomma Ubuntu e Mac OS X sono entrambi sistemi operativi innovatori, tesi alla semplicità per l'utente (ma pronti a sfoderare un classico terminale Unix all'occorrenza) ed alla stabilità. Per questo si meriterebbero un successo maggiore, rispetto a sistemi pachidermici. Ubuntu è però aperto alla partecipazione di chiunque voglia collaborare e supporta un maggior tipo di architetture (cosa non certo facile); scelta che magari non gli permette un'ottimizzazione spinta come l'altro, ma consente a tutti di usarlo.

Ubuntu non raccoglie lo spirito dei Mac: ha un fine più filosofico: diffondere l'umanità tra gli uomini. Apple invece è un produttore di hardware (non una software house) e ciò a cui punta il Mac è sfruttare al meglio quelle macchine. Lo spirito del Mac è quello di un artigiano-artista egocentrico, Ubuntu un filosofo-tecnico aperto al dialogo.

mercoledì 28 aprile 2010

Piattaforma (informatica)

Col termine piattaforma si intende l'insieme di software o hardware o entrambi su cui gli sviluppatori scrivono delle applicazioni. In parole povere è l'insieme di cose necessarie a far funzionare un programma.

In generale una piattaforma comprende l'hardware, il sistema operativo, uno o più linguaggi di programmazione, le librerie accessibili e l'interfaccia utente (oggigiorno solitamente grafica). Tuttavia alcune di queste componenti potrebbero mancare: la piattaforma Java infatti non comprende l'hardware né il sistema operativo, poiché il suo interprete funziona su architetture diverse, astraendo questi componenti. Le piattaforme Apple (sia Mac OS X sia iPhone OS), invece, hanno strettamente legato tutte le componenti elencate precedentemente.

Una buona piattaforma necessita anche di documentazione (indicante come accedere alle funzioni disponibili, cosa fanno, ecc.), di strumenti per lo sviluppo, il test ed il debugging. Inoltre, ci si aspetta una certa stabilità, sia di comportamento (in seguito alle stesse azioni deve comportarsi sempre allo stesso modo, non deve bloccarsi senza motivi apparenti, ecc.), sia di sviluppo (se gli strumenti cambiano di continuo gli sviluppatori vengono ostacolati).

Apple per prima ha allargato ulteriormente il concetto di piattaforma aggiungendo al suo iPhone OS anche un sistema di distribuzione, pagamenti ed aggiornamenti del software. Quest'idea ha avuto indubbiamente un enorme successo (e, almeno sul piano della comodità, non è ancora stata uguagliata dalla concorrenza).

Sicuramente il sistema è comodo per gli utenti ed apprezzato dagli sviluppatori. Il costo di questa semplicità è il controllo e/o la censura effettuata da Apple sul software disponibile (diciamo che la percentuale che incassa dagli sviluppatori è il compenso per il marketing e la distribuzione). Questo controllo si è spinto addirittura ad indicare quali linguaggi di sviluppo vanno usati e quali no. Non solo ciò permette ad Apple di bandire definitivamente Flash dai suoi dispositivi, ma anche di ostacolare lo sviluppo in modo semplice di applicazioni multipiattaforma (c'è chi dice che l'ostacola anche verso Mac OS X). Forse perché Jobs ha paura che alcune applicazioni multipiattaforma facilitino la concorrenza.

Mentre il controllo effettuato da Apple con l'AppStore può aver senso su uno smartphone (ricordo che molti cellulari non permettono l'esecuzione di nessuna applicazione) dove la sicurezza e la continuità di funzionamento sono essenziali, sarebbe un fallimento su dei computer (lo sanno anche alla Apple).

Altri (IBM, SUN, Digital, ecc.) in passato hanno seguito la strada di legare il loro hardware ad un proprio sistema operativo (e proprie librerie e propri strumenti di sviluppo). I vantaggi di una piattaforma così integrata sono le prestazioni e la stabilità, mentre lo svantaggio è la riduzione della compatibilità a quelle singole piattaforme (e quindi ad un unico fornitore). Tuttavia i costi dello sviluppo di una siffatta piattaforma sono elevati rispetto a chi sviluppa hardware e sistemi operativi generici, mentre i vantaggi non sembrano far leva sul grande pubblico (impedendo economie di scala). Un buon compromesso per avere una piattaforma ottimizzata per il proprio hardware ed al contempo indipendente da esso (senza spendere esageratamente) è quello di ricompilare una distribuzione Linux o almeno il kernel, ma non è un'operazione a portata di tutti, né molto veloce.

martedì 20 aprile 2010

Ubuntu 10.04 - anteprima (beta 2)

Con la prossima versione (la 10.04: 2010 fine aprile) Ubuntu presenterà importanti novità.

Ho installato la beta 2 ed ecco alcune mie note.

Oltre a concentrarsi sulla stabilità, come ci si aspetta da una LTS (Long Term Support), Canonical, sponsor di Ubuntu, ha lavorato ad un nuovo tema che sarà accompagnato da un nuovo stile del sito e da un'azione di marketing rivolta a far conoscere ancora di più questo sistema operativo. Inoltre, ci sono svariate migliorie tecniche (il tempo di boot dovrebbe essere ridotto; sarà la prima versione di Ubuntu a sostituire HAL (Hardware Abstraction Layer) con DeviceKit; migliorie alle notifiche di stato delle applicazioni nel menù; ecc., ecc.), ma non voglio tediarvi. Voglio sottolineare altre novità che trovo particolarmente interessanti.

Social Networking
La nuova distribuzione mostra attenzione al social web con un nuovo menù denominato "Me Menù". Esso integrerà la comunicazione con sistemi di istant messaging (via Empathy) come IRC, MSN Messaging, ecc. e microblogging o social network (via Gwibber) come Facebook, twitter, ecc.

Supporto iPhone
Senza installare niente di più di ciò che viene installato di default, collegando un iPhone è possibile accedere ai file multimediali visibili con l'applicazione iPod su iPhone, oltre alle foto (che erano visibili anche prima). E' possibile copiare questi file sul PC e installando un decoder MP3 anche ascoltare i file audio. Con decoder appropriati si possono vedere anche i video, ma non ho avuto tempo di provarlo.
Inoltre è possbile vedere alcune cartelle dell'iPhone, ma non l'intero filesystem (non so nemmeno se queste cartelle sono reali o virtuali). Ho provato ad archiviare file sull'iPhone come se fosse una chiavetta USB e, benchè non vengano mostrati dal dispositivo, rimangono accessibili da PC (il tutto senza bisogno di alcun jailbreak). Anzi, rispettando alcune regole è possibile trasferire un'immagine sull'iPhone e visualizzarla dall'apposita applicazione.

È comunque un notevole passo avanti e visto che l'appetito vien mangiando, immagino che ci saranno continui sviluppi (inoltre nei repository ufficiali ci sono altre applicazioni per iPhone).

Installando altri software dai sorgenti sembra (non provato personalmente) si possano fare cose molto interessanti come si può vedere da questo video.


Clicka sulle immagini per allargarle
Cloud Computing
Non potevano mancare servizi relativi alla cloud, che si sta evolvendo molto in questo periodo. Ubuntu One integra l'ormai classico servizio di storage remoto, simile a Dropbox, box.net, ecc. Si differenzierà da quest'ultimi per l'integrazione con altri servizi, come i contatti di Evolution e le note di Tomboy. Inoltre, sempre in Ubuntu One sarà integrato un negozio di musica on-line.

Continua anche l'evoluzione del sistema di cloud computing Eucalyptus.

Applicazioni
Sarà aggiunto Pitivi, uno strumento di video editing e probabilmente non sarà disponibile nel CD di installazione Gimp (potente editor di immagini), che comunque sarà possibile installare in un secondo tempo da internet. Uno strumento di video editing avanzato, ma non complicatissimo come Cinellerra è finora stata una sentita mancanza su Linux, non del tutto colmata da Kino e KDEnlive. Spero che l'inserimento di Pitivi porti allo sviluppo di questa o di applicazioni simili in breve tempo.

martedì 6 aprile 2010

Aprile dolce non dormire

Pensavate che in aprile le guerre degli OSes fossero assopite? Niente affatto:
  • 3/4 - iPad [fatto]
  • 8/4 - presentazione iPhone OS 4
  • 12/4 - annuncio Microsoft dal contenuto ancora top secret
  • fine Aprile - ubuntu 10.4

Dopo iPad, Apple non rinuncia alla tradizionale anticipazione primaverile del nuovo iPhone OS. Vedremo se (ma è quasi certo) e soprattutto come sarà il multitasking disponibile alle applicazioni di terzi e se sarà riservato al futuro iPhone o se sarà disponibile anche al 3GS.

Per quanto riguarda l'annuncio a sorpresa di Microsoft, vedremo se sarà qualcosa di interessante come il favoleggiato Courier o cosa. Certo la presentazione del Courier darebbe del filo da torcere ad iPad, ma seppellirebbe i tablet tipo quello presentato in gennaio con HP prima ancora che raggiungano il mercato.

A fine mese avremo finalmente qualcosa di concreto con Ubuntu 10.4 LTS: Long Term Support - aggiornamenti per 3 anni della versione desktop e 5 per quella server. (Per chi non lo sapesse ricordo che Ubuntu presenta una nuova versione ogni 6 mesi, in aprile ed in ottobre e prende il nome dall'anno e dal mese in cui esce, così quest'anno ci saranno la 10.4 e la 10.10; le versioni non LTS hanno aggiornamenti per almeno 18 mesi; le LTS escono solitamente ogni 2 anni). Proprio perché è una LTS, ci si aspetta una versione molto stabile, ma non mancheranno le novità. Ve ne parlerò in uno dei prossimi post.

giovedì 18 marzo 2010

La Profezia

Durante il primo Linux Day (1° dicembre 2001) (o forse durante il secondo, nel 2002) enunciai la seguente profezia. Ovviamente si parlava di sistemi operativi.

<modalità fanatico-ironico-provocatoria-profetica on>

In futuro, rimarranno solo 2 diffusissimi sistemi operativi.
Uno sarà usato da chi è appassionato di informatica, vuol capire come funzionano le cose e vuole crearne di nuove lui stesso. Questo sistema operativo è già qui: Linux.
L'altro sarà per chi vuole un computer che quando lo accendi semplicemente funzioni, che non dia continui grattacapi, che non necessiti di continue cure e manutenzioni; anche a costo di essere limitati nelle proprie scelte. Anche questo è già qui: Mac Os X.
Che senso ha un sistema operativo che vuol fare l'uno e l'altro? che promette nessuna restrizione (a parole), ma che è difficile da gestire e in più limita la libertà (di vedere come funzionano le cose, ad esempio) dei propri utenti? Anche questo è già qui: Windows.

Aggiornamento 2010

Tuttavia, in questi giorni, mi sono ricordato di questa profezia e mi sono detto: ma il sistema operativo per chi non vuole complicazioni è veramente già qui? O non sarà magari un sistema che delega tutto a server remoti? Tutta la manutenzione verrà fatta su questi, completamente trasparente per l'utente. Tutte le applicazioni e tutti i dati risiedono su macchine remote. L'utente dovrà solo accendere il suo dispositivo, fare il suo lavoro (redigere relazioni, scrivere un blog, fare calcoli, giocare, navigare in internet, chattare, ecc.) e non preoccuparsi di nulla. Nessuna preoccupazione: al prossimo avvio il sistema sarà completamente aggiornato e privo di virus (o reinstallabile via rete). Il sistema operativo nell'era della cloud.

Incredibile? No, il capostipite di questi sistemi operativi è già stato annunciato: Chrome OS - per la seconda metà del 2010.



P.S.
Chrome OS è basato su Linux. Volete vedere che alla fine ne resterà soltanto uno?

lunedì 15 febbraio 2010

MWC 2010: MeeGo, Bada e Windows Mobile alle ortiche

Si è aperto il Mobile World Congress (MWC) 2010.

MeeGo

La sorpresa più inaspettata è stato l'annuncio di Intel e Nokia di unire i loro sistemi operativi open source, rispettivamente, Moblin e Maemo (entrambi basati su Linux), in un nuovo progetto: MeeGo. Il kernel Linux e l'avanzato toolkit multipiattaforma Qt, sono alla base del nuovo progetto.

Non so se sia giusto interpretare la notizia come un tirarsi indietro di Intel dall'affollato mondo dei sistemi operativi mobili o un tentativo di vendere processori a Nokia. Finora Intel sembrava molto impegnata nello sviluppo di Moblin. Nokia invece sembrava un po' essere in ritardo col suo Maemo. Il nuovo MeeGo non sarà dedicato ai soli Atom, ma anche ai processori ARM.

Non è stata presentata alcuna demo, ma le 2 aziende prevedono tempi stretti: prima versione il prossimo trimestre e prodotti entro l'anno. Il sistema supporterà sia lo store Nokia (Ovi Store) che quello Intel (AppUp).

Da notare che stiamo assistendo alla fusione di due distribuzioni Linux: cosa piuttosto rara.

Bada

Samsung presenta il suo primo smartphone basato sulla sua piattaforma Bada. Sembra che tutti vogliano avere un loro sistema operativo mobile (o un Store per applicazioni?). Il cellulare, denominato Wave, dovrebbe essere disponibile in primavera.

Windows Phone 7 Series

Questo è il nome del nuovo sistema operativo mobile che sostituirà Windows Mobile 6.x. Il sistema operativo è stato (ri)scritto da zero. Oggi è stata presentata la nuova interfaccia, che si allontana dal classico modello Windows con la barra e il pulsante start: assomiglia di più a quella del recente Zune HD. Il dispositivo permetterà anche la fruizione di alcuni contenuti di Xbox Live.

Credo che oltre a colmare il ritardo, Microsoft in questo caso dovrà anche farsi perdonare da chi ha investito in Windows Mobile (utenti e sviluppatori) il fatto che questo nuovo sistema operativo non è compatibile col precedente. Evidentemente, era proprio così scarso da buttarlo alle ortiche (ufficialmente dovrebbe andare a coprire la fascia bassa del mercato ancora per un po', sapete... almeno per qualche mese vorrebbero venderne ancora qualcuno).

Ho sempre trovato buffo che all'uscita di un nuovo sistema operativo Microsoft, tutti iniziassero a parlar male del precedente.

P.S.

Per tutti questi nuovi sistemi operativi, attendo che vengano rifiniti e presentati più in dettaglio per ulteriori considarazioni.

venerdì 12 febbraio 2010

Google: cosa stai facendo oggi?

Ormai Google sta entrando in ogni mercato limitrofo a quelli in cui già si trova.

Ha iniziato come motore di ricerca, per poi diventare colosso della pubblicità. Quindi ha proseguito creando (anche attraverso svariate acquisizioni) un portale multiservizi: gMail, Google news, Google Docs, Google Maps, Google Voice, iGoogle, Picasa, YouTube, Blogger (ops), ecc. Ha creato un suo browser (Chrome), e ben due sistemi operativi: uno per smartphone (Android) ed uno per nettop/laptop (Chrome OS). Ed un server DNS. E wave. Ed uno smartphone col suo marchio. E, negli ultimi giorni, ha lanciato la sfida ai social network (primi tra tutti Facebook e Twitter) con Buzz. Ma non è ancora finita: ha annunciato che, a titolo sperimentale, fornirà accesso ad Internet su fibra ottica - 1 Gigabit al secondo - , ad un numero non ancora definito di utenti, numero compreso tra 50000 e 500000.

L'utente cosa ci guadagna? Un unico account, mille servizi integrati tra loro. E cosa ci perde? La privacy.

Ma dove vuole arrivare Google? E' solo un modo per cercare di marcare ogni possibile mercato emergente, per restare sull'onda, o c'è qualcosa d'altro? Vuole fornire ogni servizio relativo ad Internet? Qualcuno teme, addirittura, che punti a sostituire la rete con un network privato. Non credo proprio, un progetto simile mi ricorda la prima fallimentare MSN. Altri dicono che potrebbe diventare una sorta di grande fratello: come provider potrebbe studiare ogni attività dei propri utenti in rete.

Google ha attratto molte simpatie quando ha rivoluzionato i motori di ricerca prima e la posta elettronica poi. Ma non va idealizzata: un giorno si presenta come paladino dell'open source, il giorno dopo usa H.264 su YouTube. Ora dice di voler dare una scossa al mondo degli ISP, poiché serve una maggior banda. Sicuramente ce n'è bisogno. Le intenzioni sono buone, ma bigG sembra strafare.

martedì 9 febbraio 2010

Guerre e alleanze

Le guerre dei sistemi operativi, dei browser e dei motori di ricerca sono sempre più aggrovigliate.

Google ha lanciato il suo browser e sta per lanciare il suo sistema operativo. Mozilla vuole portare Firefox sui sistemi operativi mobili, sempre più diffusi, sui quali regnano i browser forniti dal produttore del sistema operativo. E gli altri? La prossima versione di Ubuntu cambierà il motore di ricerca di default (abbandonando Google) dopo che la Canonical ha firmato un contratto con Yahoo!

Tra l'altro Google ha un contratto di sponsorizzazione con Mozilla, ma alcuni dirigenti della Mozilla Foundation vorrebbero usare bing come motore di ricerca di default...

domenica 7 febbraio 2010

75% del nuovo codice Linux scritto dietro compenso

Il 75% del codice del kernel di Linux sviluppato nel 2009 è stato scritto da persone pagate per farlo.

Il fatto che Linux sia gratuito, infatti, non significa che non fa muovere dei soldi. Il kernel è la base su cui grandi aziende (Google, Red Hat, Novell, ecc.) costruiscono i loro prodotti. Google, ad esempio, non solo ci ha derivato Android e Chrome OS, ma anche il sistema operativo che usa internamente.

La licenza GPL, sotto la quale è distribuito il kernel di Linux, non pone impedimenti alle motivazioni per le quali svilupparlo, ma vincola a distribuire i sorgenti insieme con il proprio lavoro. Come si ricevono i sorgenti da cui partire per gli sviluppi o le personalizzazioni che si vogliono fare, così si devono rilasciare i sorgenti delle proprie modifiche.

Il lavoro aggiunto può essere fatto gratuitamente o dietro compenso. Anzi è proprio questa l'economia che vuole portare avanti l'open source. Io ho un software che mi soddisfa al 80%? O lo modifico o pago qualcuno che lo faccia per me. Poiché la base di partenza l'ho ricevuta liberamente, anche le mie modifiche dovranno essere libere e chiunque potrà usarle come gli piace.

Visto che il kernel è sempre più sofisticato ed adatto a numerosi scopi mi sembra ovvio che grandi aziende paghino chi è capace per adattarlo ai loro scopi o prodotti. Il valore aggiunto non è in un nuovo software da rivendere, ma nel miglior utilizzo interno.

Del resto lo sviluppo del kernel è sempre stato campo per professionisti, che magari su base volontaria e senza vincoli lavorano al meglio, ma anche come dipendenti non producono codice scadente. Comunque, essendo a disposizione di tutti, se ci fossero dei bug nel codice verrebbero corretti rapidamente.

Linux è nato su base volontaria, ma non ci vedo niente di male se grandi aziende pagano chi ha mostrato ottime capacità per sviluppare Linux nella direzione che più interessa loro, perché comunque il loro lavoro è a vantaggio di tutti e tutti possono servirsene o meno (vedi la disputa per le modifiche al kernel fatte per Android). In fondo, queste aziende sono come un volontario, con scarse capacità, ma con molti soldi per pagare qualcuno che faccia il lavoro per loro.

giovedì 4 febbraio 2010

Symbian open source

Symbian ha completato la transizione verso lo stato di sistema operativo open source (con 4 mesi d'anticipo sul previsto).

Sono felice che sviluppatori ed aziende possano ora sfruttare anche questo strumento. E penso che sia anche un segnale di vitalità e che il sistema non sarà abbandonato presto. Infatti i sistemi open source possono sempre essere portati avanti da chi ne ha interesse.

Tuttavia non credo che Symbian possa competere con iPhone OS, Android e webOS. E questo lo sa anche Nokia, che comunque continua i suoi sforzi per rinnovarne l'interfaccia e portare le Qt su Symbian. Penso comunque che la casa finlandese userà Maemo sui cellulari di fascia alta.